Gabbro
Gabbro
CaAl₂Si₂O₈ + MgSiO₃ Proprietà
- Categoria
- Roccia
Il gabbro è una roccia ignea intrusiva a grana grossa composta principalmente da feldspato plagioclasio calcico e piroxeni, che si forma dal raffreddamento lento del magma in profondità. È il corrispondente plutonico del basalto e rappresenta la roccia più abbondante della crosta oceanica.
Il gabbro è una roccia magmatica che si forma quando il magma basaltico si raffredda lentamente all'interno della crosta terrestre, permettendo ai minerali di cristallizzare in cristalli visibili a occhio nudo. La sua composizione mineralogica tipica include feldspato plagioclasio (ricco di calcio), piroxeni come l'augite, e spesso olivina; questa associazione gli conferisce un colore scuro, da grigio-nero a nero-verdastro. A differenza del basalto, che ha grana fine perché si raffredda rapidamente in superficie, il gabbro sviluppa una tessitura faneritca caratteristica, con cristalli ben distinti.
Geologicamente, il gabbro è la roccia dominante negli ofioliti e nella sezione inferiore della crosta oceanica, dove si forma lungo le dorsali medio-oceaniche. È frequentemente associato a rocce ultramafiche come il peridotite e può contenere importanti giacimenti di minerali economicamente significativi, tra cui cromite, magnetite e solfuri di nichel e rame. Dal punto di vista applicativo, il gabbro è estratto come pietra ornamentale e da costruzione (noto commercialmente come "nero assoluto" o "nero di Gabbia"), ed è utilizzato come aggregato stradale e materiale refrattario.
Il gabbro è classificato come una roccia ignea intrusiva mesocratiaca a composizione basaltica. La sua assemblea mineralogica primaria comprende plagioclasio (serie dell'anortite, tipicamente An₅₀₋₉₀), piroxeni (augite ricca di magnesio, composizione Ca(Mg,Fe)Si₂O₆), e frequentemente olivina (Mg₂SiO₄ a Fa₃₀). La densità media è compresa tra 2,8 e 3,0 g/cm³. La durezza varia da 6 a 7 sulla scala Mohs a seconda della percentuale relativa di feldspato e piroxene.
Cristallograficamente, i costituenti appartengono a sistemi cristallini diversi: il plagioclasio è triclino, l'augite è monoclino. La tessitura faneritca caratteristica risulta da raffreddamento magmatico lento (velocità < 1 °C per anno), consentendo nucleazione e crescita cristallina estesa. Variazioni composizionali producono sottotipi: il troctolite (plagioclasio + olivina senza piroxene significativo), il norite (plagioclasio + ortopiroxene), e l'anorthosite (plagioclasio > 90%). L'analisi petrografica modale e la spettroscopia Raman confermano le fasi mineralogiche; la spettroscopia di fluorescenza a raggi X (XRF) fornisce composizione chimica bulk. Il gabbro è frequentemente interessato da alterazione metamorfica in facies degli scisti verdi a causa dell'interazione con fluidi idrotermali e metamorfismo di basso grado, producendo assemblage secondari di clorite, epidoto e attinolite.
Località di estrazione
- Gabbro, Toscana, Italia
- Skaergaard, Groenlandia
- Stillwater Complex, Montana, USA
- Bushveld Complex, Sudafrica
- Layered intrusions, Norvegia
- Ophioliti di Liguoria, Italia
- Troodos, Cipro
- Sudbury Basin, Ontario, Canada
Domande frequenti
Come si riconosce il gabbro da altre rocce ignee?
Il gabbro si riconosce dalla sua grana grossa visibile a occhio nudo, con cristalli di feldspato plagioclasio bianco-grigio e piroxeni scuri (augite) ben distinti. A differenza del basalto, che è il suo equivalente vulcanico a grana fine, il gabbro ha raffreddato lentamente in profondità permettendo la formazione di cristalli più grandi. La densità elevata (circa 3,0 g/cm³) e la durezza lo distinguono anche da rocce sedimentarie o metamorfiche.
Dove si trova il gabbro e quali sono le principali riserve mondiali?
Il gabbro è la roccia più abbondante della crosta oceanica, formando la maggior parte dei fondali marini attraverso la cristallizzazione lenta del magma basaltico a profondità. Le riserve significative si trovano in Norvegia, Russia, Sudafrica, Cina e negli Stati Uniti, dove viene estratto commercialmente per uso come pietrisco, aggregati e materiale da costruzione. In Italia è presente principalmente nelle Alpi e negli Appennini.
Qual è la differenza tra gabbro e basalto?
Gabbro e basalto hanno la stessa composizione chimica (feldspato plagioclasio calcico e piroxeni), ma differiscono nella velocità di raffreddamento: il gabbro si forma dal magma che raffredda lentamente in profondità creando cristalli grandi (roccia plutonica), mentre il basalto si forma dal magma che raffredda velocemente in superficie creando cristalli microscopici (roccia vulcanica). Il basalto è quindi a grana fine e il gabbro a grana grossa.
Quali sono gli usi commerciali del gabbro?
Il gabbro viene estratto e utilizzato principalmente come aggregato per calcestruzzo, pietrisco stradale, ghiaia ferroviaria e come pietra da costruzione grazie alla sua durezza e resistenza all'usura. È anche impiegato come materiale di rivestimento per facciate e pavimenti, oltre che come ballast nei progetti di ingegneria civile. Il suo prezzo varia da 30 a 100 euro a tonnellata a seconda della qualità e della localizzazione.
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